Approfondimenti

Cerimonie civili in silenzio?



Esiste un luogo comune (scusate il gioco di parole :-) che considera le cerimonie nuziali civili quale fredda e sterile alternativa alla funzione religiosa.

Lungi da me l’idea di entrare in merito al credo di ciascuno, sono certa saremo tutti d’accordo sul concetto più importante: l’ufficializzazione dell’unione di due persone è in tutti i casi un momento meravigliosamente sacro e magico, indipendentemente da ogni contorno sociale, politico o religioso.

Vi sono tantissime figure professionali più qualificate della mia ad illustrare i tanti motivi che rendono il matrimonio civile la “chiave di volta” della vita di coppia, al cospetto di amici e parenti, della società civile e, soprattutto, innanzi alla persona che si ama e alla famiglia che si va a creare.


Così come gli altri elementi a contorno dei cerimoniali (allestimenti, abbigliamento, ecc.), la musica si prefigge l’obiettivo di enfatizzare i momenti fondamentali della celebrazione, sottolinearne la simbologia e costituire una piacevole colonna sonora, che amplifichi la vibrazione degli animi di sposi e ospiti.

Nobile obiettivo di cui è assolutamente degno qualunque evento nuziale, religioso o civile.


Dove si può suonare
Ciascun Comune determina le proprie regole in merito all’accompagnamento musicale, dettate soprattutto dalla logistica.

In alcuni casi la Sala delle Celebrazioni presenta spazi esigui, o magari è situata in prossimità di altri locali (uffici, sale consiliari, ecc.) dove la musica potrebbe recare disturbo alle coincidenti attività lavorative.
In questi casi la collocazione dei musicisti viene generalmente concessa nel cortile interno dell’edificio, o magari in una grande anticamera alla sala in cui effettivamente avrà luogo l’evento.

Spesso invece non esiste alcun ostacolo al posizionamento degli artisti all’interno della Sala, e il celebrante accoglie con piacere il ruolo musicale funzionale all’enfasi del rito.


Quando si può suonare
Il matrimonio civile ha generalmente una durata nettamente inferiore a quello religioso.
La celebrazione è certamente più snella, perché concentra tutte le attenzioni sul matrimonio, a differenza ad esempio della messa cattolica, che prevede anche l’intera liturgia eucaristica.

In Comune si dispone solitamente di trenta minuti.
Usufruirne appieno non dipende solo dallo “stile” del celebrante.
Alcuni sono eccezionali nel trasmettere con passione l’elevato valore del momento, spendendo più di una parola nel richiamare l’attenzione dei presenti sui valori etici e sociali sui quali la famiglia trova fondamento.
Ma altri si limitano strettamente al protocollo, sintetizzando tutto in quindici minuti.

Spesso quindi la durata della celebrazione dipende direttamente dalla vostra organizzazione e partecipazione all’evento.
Per fare solo un esempio, sempre più frequentemente gli sposi, i testimoni o qualcuno degli invitati esprimono un pensiero o leggono un brano poetico o di prosa. Parole accuratamente scelte per riflettere insieme sulla grandiosità del momento che sta per compiersi.

La musica è sicuramente uno degli elementi utili a conferire peso e importanza (nonché durata) alla cerimonia.

Si suona in genere nei seguenti momenti:
  • prima della celebrazione (se la logistica lo permette)
  • all’ingresso degli sposi
  • durante le firme dei documenti
  • al termine della celebrazione
  • all’uscita dalla sala


Musiche e strumenti
Il bon ton insegna che una cerimonia civile non dovrebbe mai “imitare” le tradizioni prettamente religiose.
Da qui la doverosa premessa che vede sconsigliati i brani sacri e liturgici.

Spesso si desidera comunque attingere alla letteratura classica.
Quindi… musicisti “classici” in abito da concerto e la selezione dei brani da un repertorio praticamente sconfinato.
Non si dimentichi che rientrano in questa “categorizzazione musicale” anche le due marce nuziali tradizionalmente adottate: una tratta dal Lohengrin di Richard Wagner (all’entrata) e l’altra direttamente dalle musiche di scena di Felix Mendelssohn per “Sogno di una notte di mezza estate” (all’uscita).

Gli strumenti (e gli organici) adatti a questa scelta sono quindi i medesimi della musica da camera e delle cerimonie in chiesa: strumenti ad arco (violino, viola, violoncello, magari un quartetto d’archi), a fiato (i legni: flauto, clarinetto, oboe, fagotto; ma anche gli ottoni, se sapientemente usati: tromba, trombone e affini), arpa, chitarra classica, pianoforte, organo, ecc., in una notevole vastità di possibili combinazioni.
Da menzionare naturalmente anche le voci (femminili e maschili, soliste o in ensemble), optando però preferibilmente per un repertorio particolarmente delicato e poco invasivo.

Stiamo comunque parlando di rito civile, e non possiamo certo ignorare la meravigliosa assenza di severi vincoli religiosi.
Un accompagnamento jazz o pop può spesso rappresentare meglio le emozioni e il carattere degli sposi.
Eseguire un brano emblematico della storia d’amore che si sta andando a suggellare risulta in genere più significativo di qualunque convenzione.

Resta inteso che dovrà sempre trattarsi di musiche:
  • di pregevole fattura (sarà opportuno evitare canzoni troppo commerciali, musicalmente insignificanti)
  • di andamento tendenzialmente moderato (ci si potrà scatenare dopo, al ricevimento)
  • eseguite rigorosamente da professionisti, con competenza e garbo, preferibilmente in acustico
  • meglio in versione strumentale: è quasi impossibile che un testo si adatti perfettamente alla situazione; se proprio si decidesse per un’esecuzione vocale, si dovrà esaminare al microscopio il significato delle parole, che non siano in alcun modo fuori luogo

Avremo allora l’imbarazzo della scelta: sassofono e chitarra, pianoforte, violino e fisarmonica, flauto e contrabbasso, e tanti tantissimi altri piccoli originali ensemble.

Un’ultima nota a proposito delle marce nuziali.
Anche chi scegliesse un accompagnamento musicale jazz o pop, potrebbe non voler rinunciare alla marcia nuziale all'inizio e/o al termine della funzione.

Potrà considerare che:
  • molti musicisti vantano competenza in più generi musicali (ad esempio classica e jazz), e potranno quindi eseguire la suddetta marcia nuziale in modo del tutto tradizionale, incastonata in un intrattenimento del tutto diverso
  • i jazzisti sono in grado di presentare una versione swing dei celebri Wagner e Mendelssohn: ascoltare per credere!


Dettagli logistici e tecnici
Qualunque sia la vostra scelta musicale e strumentale, considerate sempre i limiti logistici di una Sala Comunale.
Soprattutto se il vostro matrimonio verrà ufficiato in una giornata “fortemente richiesta” (ad esempio un sabato dei mesi tra Maggio e Ottobre), molto probabilmente vi sarà un’altro matrimonio nei trenta minuti precedenti i vostri, e un’altro ancora nella mezzora successiva.
Quindi… sempre e solo situazioni musicali in grado di allestire e disallestire la propria postazione in pochissimi minuti.

Verrà data particolare attenzione ai decibel, soprattutto se optaste per il jazz o la musica leggera, anche perché l’acustica di una Sala comunale è molto diversa da quella di una chiesa o di un ristorante.



Chi sceglie il rito civile sa bene quanto sia magicamente degno di segnare l’inizio dell’avventura coniugale.
La vostra personalità (espressa anche dall'accompagnamento) potrà renderlo scenograficamente (e acusticamente) unico.


Pubblicato su Sposipersempre.it il 17/02/2010